DESIGNAZIONE DEL COMITATO CITTADINO

venerdì 11 febbraio 2011

Se non ora quando?

martedì 23 novembre 2010

Strage di Brescia - NESSUN COLPEVOLE - Una sentenza vergognosa -

SENZA PAROLE…





 NON DIMENTICHIAMO




La strage di Piazza Loggia dove 8 persone sono morte e più di cento ferite
a causa di una bomba contro la pacifica manifestazione antifascista
è senza colpevoli


INCONTRIAMOCI


Domenica 28 novembre 2010

 dalle ore 20.00

 Sala Piamarta via S. Faustino, 70 BRESCIA

  • per condividere l’amarezza, la rabbia e lo sgomento di una sentenza che non ci dà giustizia e piena verità
  •  per piangere e ricordare chi erano le persone uccise 
  •  per ribadire che la vita di una città è fatta di persone e di legami che sono la nostra memoria individuale e collettiva
  •  per non dimenticare che la strage di quel 28 maggio 1974 ha cambiato la storia della nostra comunità e del paese
  •  per continuare a sperare, lavorare e credere che la politica sia fondata sulla libertà delle persone e delle idee, sul rispetto della democrazia, senza violenza.

Saranno proiettati filmati e documenti



 TESTIMONIAMO INSIEME


domenica 11 luglio 2010

Violenza sui minori! Ecco i nomi dei firmatari di una proposta indecente

Una proposta indecente,

Si sono inventati un emendamento proprio carino.




Zitti zitti, nel disegno di legge sulle intercettazioni

è stato infilato l'emendamento 1.707, quello che

introduce il termine di "Violenza sessuale di lieve entità" nei confronti di minori.


Firmatari, alcuni senatori di Pdl e Lega che proponevano l'abolizione dell'obbligo di arresto in flagranza

nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se - appunto - di "minore entità".


Senza peraltro specificare come si svolgesse, in pratica, una violenza sessuale "di lieve entità"

nei confronti di un bambino.



Dopo la denuncia del Partito Democratico,

nel Centrodestra

c'è stato il fuggi-fuggi, il "ma non lo sapevo",

il "non avevo capito", il "non pensavo che fosse proprio così"

uniti nell'ineguagliabile berlusconiano

"ci avete frainteso".



Poi, finalmente, un deputato del Pd ha scoperto i firmatari dell'emendamento 1707.



Annotateli bene:



sen. Maurizio Gasparri (Pdl),

sen. Federico Bricolo

(Lega Nord Padania),

sen. Gaetano Quagliariello (Pdl),

sen. Roberto Centaro (Pdl),

sen. Filippo Berselli (Pdl),

sen. Sandro Mazzatorta

(Lega Nord Padania) e il

sen. Sergio Divina (Lega Nord Padania).



Per la cronaca,

il sen. Bricolo era colui che proponeva il

"carcere per chi rimuove un crocifisso da un edificio

pubblico" (ma non per chi

palpeggia o mette le mani

addosso ad una bambina);



il sen. Berselli è

colui che ha dichiarato "di essere

stato iniziato al sesso da una

prostituta" (e da qui si

capisce molto...);



il sen. Mazzatorta ha

cercato di introdurre nel nostro

ordinamento vari "emendamenti per

impedire i matrimoni misti";



il sen. Divina è divenuto celebre

per aver pubblicamente detto che "i trentini sono come cani ringhiosi

e che capiscono solo la logica del bastone"

(citazione di una frase di Mussolini).



il sen. Gaetano Quagliarello (Pdl)

negli anni ottanta fu vice-segretario nazionale del Partito Radicale;

ebbe un ruolo attivo nelle attività promosse dal partito,

quali le campagne referendarie sull'aborto, il nucleare e la caccia, oltre che la biocard,

un testamento biologico in cui il sottoscrittore poteva rifiutare anche l’idratazione forzata.

Nel 1994 si iscrive a Forza Italia.

Forse però lo si ricorda di più

per la sua invettiva in Senato la sera

dell'annuncio della morte di Eluana Englaro.«Eluana non è morta, è stata ammazzata»



il Sen. Roberto Centaro (PdL)

è magistrato di Cassazione

(uno quindi che le leggi le dovrebbe saper scrivere)

nonché membro dell'attuale Commissione Giustizia.







e ora votateli gente!

domenica 20 giugno 2010

CENSURA ALLA CIRCOSCRIZIONE SUD DI BRESCIA: la prossima volta potrebbe toccare a TE!

Il presidente della Circoscrizione Sud, Giacomo Lini, Lega Nord, ha impedito la pubblicazione, sul periodico circoscrizionale “Sud-informa”, di due articoli dell’opposizione (PD e “Sinistra l’Arcobaleno”) perché veicolano “questioni politiche”.
Si tratta di una palese volontà di censura delle opposizioni, mentre sullo stesso giornalino c’è sempre posto per le iniziative della giunta comunale e della maggioranza di centro-destra che governa la circoscrizione (e secondo loro questo non è fare politica o cercare consenso!)
Si tratta di una dei tanti, troppi, espedienti della maggioranza di mettere in silenzio chi la pensa diversamente …
LA PROSSIMA VOLTA POTREBBE TOCCARE A TE! -

Questo è il testo dell’articolo censurato, forse solo perché chi lo ha deciso non è in grado di rispondere alle critiche e legittime preoccupazioni dei cittadini

sabato 15 maggio 2010

lettera aperta degli insegnati del liceo Calini di Brescia

LETTERA ESPOSTA IN SALA PROFESSORI LICEO SCIENTIFICO "CALINI"






LETTERA APERTA

Tanti motivi ci spingono a rendere pubblici alcuni pensieri, condivisi
in piccoli gruppi di amici e colleghi, sulla drammatica situazione
della scuola pubblica italiana oggi.

Innanzitutto c’è la speranza che possa nascere un’azione comune,
allargata a tutti coloro che, al di là degli schieramenti politici,
concordino sul valore della scuola come motore di ogni società
democratica, per affermare la necessità, non di difendere la scuola
così com’è, ma di migliorarla. Poi c’è la volontà di far circolare
pensieri ed informazioni che aprano confronti e ci riportino al
piacere e al dovere del discutere su temi civili, nella direzione di
una riappropriazione della politica che veda, come soggetti attivi e
propositivi, i cittadini.
I fatti:
- la scuola pubblica è senza denaro: l’insolvenza da parte del
Ministero nei confronti delle amministrazioni scolastiche genera il
blocco dei finanziamenti o la loro preoccupante riduzione, non solo
dei progetti extra e para curricolari, ma anche delle spese di
ordinaria gestione (gessi, pulizie, carta igienica, manutenzione).
Il taglio all’Istruzione è stato quantificato in otto miliardi di euro
- manca personale: le ore di supplenza non sono affidate,
prevalentemente, ad insegnanti in servizio, ma gli studenti o sono
lasciati soli nelle classi o sono mandati a casa. La riduzione del
personale è stata calcolata di 130.000 persone, tra docenti e non
docenti, entro il 2012
- è previsto un innalzamento del numero degli alunni per classe, fino
a 30 nelle classi iniziali in tutti gli ordini e gradi
- la Regione Lombardia eroga il fondo relativo al diritto allo studio
per l’80% agli studenti della scuola privata che costituiscono, per
ora, il 9% dell’intera popolazione scolastica regionale
- a Brescia quest’anno le iscrizioni alla scuola paritaria hanno avuto
un incremento del 4,94 %
- il prossimo anno entrerà in vigore una riforma della scuola
superiore, condizionata innanzi tutto da motivi di bilancio: il quadro
orario delle diverse materie, che complessivamente produce una perdita
di ore di lezione e di posti di lavoro, è stato determinato
indipendentemente dai programmi, che non sono ad oggi definitivi
- è stata di fatto abolita, senza che mai fosse davvero istitutita, la
materia alternativa, venendo meno a quanto fissato dal Concordato del
1984.
Si potrebbe pensare che, se la scuola pubblica va a rotoli, la scuola
privata possa costituire uno spazio di apprendimento e di educazione
per i nostri giovani.
La Costituzione, che riconosce la libertà di scelta e consente
l’istituzione di scuole private “senza oneri per lo stato” (art. 33),
riserva alla scuola pubblica una centralità le cui ragioni non ci
sembrano venir meno, non foss’altro perché è un luogo istituzionale di
incontro e di pluralismo: la nazione italiana, di cui si celebra
quest’anno il 150° anniversario, trova nella scuola pubblica una
possibilità insostituibile di incontro tra diverse classi sociali,
culture, orientamenti ideali, per poter rifondare e rinsaldare
un’identità multipla e dialogante.
Per questo proponiamo:

- di aderire alle iniziative pubbliche che il Comitato dei Genitori
del Calini e il Coordinamento delle scuole bresciane propone
- di far circolare la presente lettera aperta e altri materiali che
contribuiscano a migliorare il livello di informazione sulla
situazione attuale
-di individuare un momento pubblico di incontro per condividere
efficaci strategie di intervento.

La consapevolezza che la scuola sia uno spazio di formazione
culturale, sociale e affettiva nel quale si misura la civiltà di un
popolo ci rende particolarmente preoccupati dell’indifferenza nella
quale si radica una così pesante situazione: è venuto il momento, di
fronte all’urgenza di problemi così evidenti, che ci si compatti e
mobiliti per tutelare il futuro di questo Paese, certi che nessuna
uscita dalla crisi sarà possibile senza maggiori investimenti
nell’istruzione.
Alcuni insegnanti del liceo Calini

domenica 9 maggio 2010

IL RENDEZ-VOUS 13 MAGGIO 2010

a cura dell Coordinamento 23 febbraio




mercoledì 14 aprile 2010

Da quel di ADRO.. una lettera di un cittadino per riflettere

Come saprete, "l'Illuminata" municipalità di Adro ha cacciato dalle mense i bambini,  la loro colpa? essere indigenti, alcuni di essere figli di  genitori extracomunitari non in grado di pagare il servizio mensa scolastico. Per fortuna esistono ancora persone che s'indignano e agiscono, che sanno vivere una fratellanza umana fatta non solo di esteriorità cristiana...

<<...Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi, ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film "L'albero degli zoccoli". Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità, inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. È per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica».


Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell'Ucraina.

I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l'asticella dell'intolleranza di un passo all'anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.

Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo? Che non vi vengano a portare considerazioni «miserevoli». Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino).

Vorrei sentire i miei preti «urlare», scuotere l'animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il «commercio».

Ma dov'è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare «partito dell'amore». Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l'Italia.

I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L'età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quel giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi? E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso.

Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all'uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l'amministrazione. In tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l'anno scolastico 2009/2010. Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico.

Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varrà la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del «grande fratello».

Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie. Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo. >>

venerdì 9 aprile 2010

ASSEMBLEA CITTADINA

Come deliberato dal C.I. in data 15 Marzo 2010 (delibera n.214), viene organizzata una tavola rotonda sulle
                         
 “Problematiche finanziarie delle scuole Bresciane”


Giovedì 15 aprile 2010
alle ore 20,30
Aula Magna LICEO Calini
Via Monte Suello, 2
25128 BRESCIA






Coordinata dal D.S. Prof. Piero Maffeis






E con i seguenti relatori






-DSGA Giuseppina Massolini per la scuola secondaria di 2° grado


-DSGA Fulvia Lucani per gli istituti Tecnici e professionali


-DSGA Salvatore Cinque per la scuola Secondaria di 1° grado


-Alunno Alessandro Casella Presidente del Direttivo degli Studenti del Liceo Calini

TUTTI I CITTADINI SONO INVITATI.

martedì 30 marzo 2010

Gli importi dei "contributi volontari" in alcuni Istituti superiori a Brescia

Giro di telefonate per conoscere  a quanto ammonta il "contributo  volontario" nella scuola dell'obbligo. Erroneamente conosciuta come tassa d'iscrizione.
La vere tasse scolastiche verranno versate solo per per l'iscrizione e la frequenza dopo il 16° anno di età.
a queste andrà aggiunto il CONTRIBUTO VOLONTARIO.

le cifre per l'anno scolastico 2010-11

ABBA             139,00 euri
ARNALDO    145,00  euri
CALINI         120,00 euri
COPERNICO 55,00  euri
PASTORI      100,00  euri
GAMBARA   110,00 euri
TARTAGLIA   95,00  dal 2° anno 135,00  euri
OLIVIERI      100,00  "                  150,00 euri


Se volete fatemi conoscere le cifre per gli istituti che non ho citato
grazie.

UNA BUONA NOTIZIA !

Se decidiamo di pagare il contributo volontario almeno detraiamolo dalle tasse !!

Da due anni a questa parte - in conseguenza del decreto Bersani - è possibile detrarre le donazioni - letteralmente, "le erogazioni liberali" agli istituti scolastici - nella dichiarazione dei redditi nella misura del 19% (nel rigo E19, codice 31).



venerdì 26 marzo 2010

Formigoni ha risposto a tre domande poste da Tiziana Milani....

La presidente del Comitato Genitori ha posto 3 domande al presidente uscente della regione Lombardia  Roberto Formigoni.
le domande e la risposta

leggi il resto...

Le 10 domande poste ai candidati delle regionali

Premi qui per leggere il documento

giovedì 25 marzo 2010

Contro i tagli alla scuola pubblica gli studenti delle superiori ritornano in piazza

guarda il video

Il Coordinamento 23 Febbraio

 Il video della conferenza Stampa del Coordinamento 23 Febbraio

guarda il video

E sulla scuola la Gelmini tace!

La ministra oggi a Brescia,  a lei interessano i voti NON LA SCUOLA


la Gelmini a Brescia

martedì 23 marzo 2010

10 domande

._clicca qui per accedere al testo________________________________________________________________________________

_________________________________________________________________________________


venerdì 19 marzo 2010

migole di dialet

Amici Lettori,
 a proposito delle Migole di dialet, il vicesinsaco Rolfi si è sentito in dovere di replicare al nostro Emanele dando vita al dibattico apparso su un quotidiano di Brescia,  per chi  non l'ha letto pubblichiamo il botta e risposta dei lettori.  Al secondo cittadino io chiedo briciole di buon senso e non di dialetto. Il dialetto si apprende  in famiglia caro Rolfi........e poi parliamo di analfabetismo di ritorno...per forza.!

dal "GIORNALE DI BRESCIA" del 10 Marzo 2010
A proposito di «Migole de dialet»
Le chiedo spazio per replicare alla lettera pubblicata in data 21 febbraio dal signor Formosa, dove veniva manifestato un certo distacco nonché disapprovazione al progetto «Migole de dialet».
Mi trovo in evidente e totale disaccordo con quanto espresso, perché ritengo il dialetto in assoluto una lingua viva, la lingua naturale di una comunità. Un idioma che i ragazzi sentono parlare fin dalla loro tenera età e che, di conseguenza, credo fondamentale possa essere conosciuto anche da loro, dando loro l'opportunità di imparare i suoni e i significati. La scuola è efficace nell'attività di educazione quanto più risulta inserita nel suo territorio e quanto più riesce a concretizzare il suo insegnamento didattico con la realtà. La sfida della scuola deve essere quella di saper formare una classe dirigente al passo coni tempi, promuovendo quindi materie come le lingue straniere e l'informatica, senza però dimenticare le radici nonché l'identità della comunità di provenienza.
Nel mondo globalizzato che tende ad appiattire le differenze e ad omologare gli stili di vita creando il consumatore globale privo di radici identitarie, credo che favorire in modo simpatico e volontario la curiosità verso il dialetto sia non soltanto utile ma anche necessario.
Trovo poco originale e oltremodo strumentale, invece, la relazione espressa dal signor Formosa tra quest'iniziativa, costata un totale di 3mila euro interamente finanziata dalla Regione Lombardia, e le carenze dei fondi della scuola italiana in quanto queste evidenti carenze sono purtroppo da ricercare in una crisi di sistema di un Paese che per decenni ha dilapidato risorse pubbliche in politiche clientelari e assistenziali che hanno causato il debito pubblico attuale. Debito che qualcuno oggi, a fatica, cerca di ripianare e che certamente non è prodotto dalla stampa dei sussidiari «Migole de dialet».
Al. signor Formosa, che all'insegnamento del dialetto preferisce investire le risorse per l'integrazione dei bambini stranieri (per i quali sia la scuola sia gli enti pubblici fanno già molto e continueranno a fare visto la sua importanza sociale), vorrei soltanto dire che non è un peccato una volta tanto essere orgogliosi della propria storia e voler mantenere le proprie tradizioni attraverso il loro insegnamento ai più piccoli.
Fabio Rolfi
Vice sindaco Comune di Brescia

Le repliche :
apparse il 14 marzo

Le chiedo di concedermi l'opportunità di rispondere alla replica che in data 10 marzo il vice sindaco di Brescia Fabio Rolfi ha dato alla mia del 21 febbraio, vertente sul progetto didattico «Migole de dialet».
Mi spiace che il signor Rolfi abbia in parte frainteso le mie parole: non disapprovo affatto la diffusione del dialetto. Ciò che mi trova invece in disaccordo è la proposta dello studio del dialetto nelle scuole.



Innanzitutto, ringrazio il signor Rolfi di averci informato del fatto che il costo dell'acquisto dei volumi, in tutto 3.000 euro, è stato finanziato interamente dalla Regione Lombardia. È confortante apprendere che la Regione Lombardia, che già destina il 90% dei suoi fondi per il diritto allo studio ai soli studenti della scuola privata (che rappresentano soltanto il 9% della popolazione scolastica), reperisca fondi per finanziare questo progetto proprio ora che le scuole pubbliche subiscono tagli alle risorse tali da rendere quasi impossibile il proseguimento dell'ordinaria attività didattica.


Osservo inoltre che il signor Rolfi non ha menzionato il fatto che il progetto in questione verrebbe affiancato da un omonimo spettacolo teatrale da allestire nelle scuole, evitando in tal modo di informarci di quanto costa e di chi finanzia lo spettacolo.


Se 3.000 euro per l'acquisto dei volumetti siano pochi o tanti, considerata l'attuale condizione finanziaria della scuola pubblica bresciana, e se la relazione da me espressa tra quest'iniziativa e le carenze dei fondi della scuola bresciana sia strumentale, lasciamolo giudicare a quelle centinaia e centinaia di genitori che sabato 6 marzo hanno sfilato per le vie del centro di Brescia proprio per protestare contro l'insufficiente finanziamento della scuola pubblica bresciana. A proposito, il vice sindaco sa che fra quei genitori v'erano anche non poche persone che votano per il centrodestra?


Durante un'assemblea pubblica tenutasi il 23 febbraio, e durante una riunione scolastica alla quale ho partecipato il giorno successivo, la mia lettera del 21 febbraio è stata - mi creda, non su mio impulso - letta ed illustrata ai genitori ed agli insegnanti presenti, nessuno dei quali era fino ad allora al corrente del progetto «Migole de dialet»?


Le reazioni degli insegnanti, ossia di quei soggetti che sarebbero chiamati ad aderire al progetto, si sono divise fra l'ilarità e l'indignazione. Divertiti dalla prospettiva erano i non pochi insegnanti non bresciani che si chiedevano se per caso dovranno frequentare dei corsi di formazione per apprendere l'idioma locale, precondizione necessaria per insegnarlo a loro volta. Indignati erano invece quegli insegnanti bresciani, cultori ed amanti del nostro dialetto, che si chiedevano come si possa pretendere di sottrarre del tempo all'insegnamento delle numerose materie per insegnare un po' di dialetto, oltretutto in una situazione di costante crescita del numero degli stranieri da alfabetizzare non bilanciata da un adeguato numero di insegnanti e di progetti dedicati all'alfabetizzazione, e con un numero di ore da dedicare all'integrazione degli stranieri in costante calo. Mi pare che le sopra esposte reazioni degli insegnanti facciano presagire che il progetto in questione troverà la stessa adesione riscontrata a Brescia dalle ronde.


Il progetto didattico «Migole de dialet» è, a mio avviso, una provocazione e un affronto, considerato che nelle scuole materne e nei nidi comunali mancano i supplenti, e che dal Comune non vengono più finanziati vari progetti delle scuole Primarie, in particolare quelli che prevedevano l'intervento di psicologi.


Mi pare di aver con ciò opposto alle affermazioni espresse dal vice sindaco fatti e situazioni reali della società bresciana attuale - che non è più quella dei tempi nei quali è ambientato «L'Albero degli zoccoli» - e di aver fedelmente esposto la condizione concreta in cui la scuola bresciana si dibatte.


Emanuele Formosa
Brescia

La replica di Paola Dioni al vicesindico apparsa sempre nella stessa data:

Leggo sul giornale del 10 marzo, le parole del vice sindaco Rolfi in merito al progetto «Migole de dialet». La risposta merita certamente una riflessione. Sono mamma di 2 bambini, che da poco hanno iniziato il loro percorso formativo. La scuola che hanno incontrato è letteralmente allo sfascio. Da dove viene questo dramma? Secondo il vice sindaco da «una crisi di sistema di un Paese che per decenni ha lapidato risorse pubbliche in politiche clientelari e assistenziali che hanno causato il debito pubblico attuale».



Vorrei ricordare al sig. Rolfi che i tagli terribili effettuati sulla pubblica istruzione portano la firma di due ministri, Tremonti-Gelmini, appoggiati e sostenuti con forza dalla Lega, che ne ha condiviso strategie e decisioni. Sempre questo governo, Pdl e Lega, ha deciso di non rimborsare i soldi che le scuole avevano anticipato per pagare gli stipendi ai supplenti.


Se le scuole sono in bolletta, non è colpa di una generica crisi, ma di una chiara volontà politica che ha scelto di operare tagli e riduzioni. La Regione Lombardia, Pdl e Lega, stanzia ogni anno decine di milioni di euro per la scuola. Ebbene: i soldi stanziati finiscono al 90% nelle scuole private. A Brescia sono arrivati, nell'anno scolastico 2008/09, ben 4.085.182,28 euro. Non uno è stato dato a un alunno frequentante scuole pubbliche.

La nostra Costituzione vieta il finanziamento pubblico delle scuole private. Ma fatta la legge, trovato il raggiro. E pare che questi nostri governanti siano decisamente abili nell'interpretare con fantasia le norme! Non dimentichiamo anche il blocco dei finanziamenti alla scuola del nostro Comune, uscito dal Patto di Stabilità e non ancora rientrato (siamo tutti con le dita incrociate, per disperazione!).

Adesso vengono spesi 3.000 euro per il progetto «Migole de dialet»: sussidiari di dialetto!

Sappiamo che la Lega tiene molto a questo tipo di iniziative legate alla nostra «appartenenza». E infatti finanzia con 10.000 euro il concorso delle bellezze nostrane (Miss Padania); con 7.000 euro il torneo delle nazioni non riconosciute (W la Padania!); sostiene 47.000 euro di spese legali per difendere il bonus bebè riservato ai piccoli bresciani doc!

Chissà quanti progetti avrebbero potuto realizzare le scuole della nostra città con 67.000 euro, ai quali aggiungerei anche le allegre spese di rappresentanza della nostra Giunta. 50.000 euro che avrebbero fatto molto comodo alle casse delle scuole, che devono chiedere ai genitori persino la carta igienica! Mi si permetta, infine, un'osservazione culturale.

Non so dove viva il nostro vice sindaco, ma da molti anni nelle case si parla, si ride, si piange, si comunica in italiano! È quello «l'idioma che i bambini sentono parlare dalla loro tenera età». E se proprio di dialetto vogliamo discutere, ricordo al vice sindaco che sono suoi concittadini molti bresciani di origine siciliana, napoletana, toscana, romana, milanese, pugliese, piemontese, veneta. Mio suocero, ad esempio, era romagnolo e mia suocera, che abita in un paese bresciano ai confini con la provincia di Bergamo, parla un dialetto ben diverso dal mio! Senza parlare poi dei nostri concittadini stranieri!

Vede quanti idiomi diversi ci sono! E tutti alla pari! Se devo pensare ad una lingua che unifica, che mi fa sentire appartenente alla mia comunità, è l'italiano. Una grande vittoria della scuola è stata proprio quella di aver dato una lingua comune a tutti. Il vice sindaco dice che «la scuola è efficace nell'attività di educazione quanto più risulta inserita nel suo territorio e quanto più riesce a concretizzare il suo insegnamento didattico con la realtà». Ma cosa intende con «territorio» e «realtà»? Il limite ristretto di un quartiere, di un paese, di una città? Una vita fuori dal tempo, fatta di particolarismi settari, aridi e inutili in un mondo sempre, per fortuna, culturalmente più globalizzato? È questa la visione del futuro che avete in mente? È questa la società che ci proponete? Invito il vice sindaco ad entrare in una delle nostre scuole cittadine: si troverà di fronte a un universo di esperienze, possibilità, differenze costruttive e stimolanti. Si troverà di fronte a percorsi che, nel rispetto, creano ponti, connessioni, condivisioni. Si troverà di fronte al mondo.


Quello in cui i nostri figli vivranno.

Paola Dioni

Brescia

martedì 16 marzo 2010

sabato 13 marzo 2010

IL PROSSIMO APPUNTAMENTO DEL " COMITATO 23 FEBBRAIO"

   Giovedì 18 marzo 2010  ore 20.30
  SCUOLA ELEMENTARE MANZONI
                                     VIA DEI MILLE 4/A  BRESCIA
 Sono invitati i delegati delle varie scuole e TUTTI  coloro che vogliono collaborare direttamente alla preparazione della prossima assemblea cittadina e hanno nuove proposte o iniziative da suggerire al coordinamento.

NEWS E PROPOSTE DAL "COORDINAMENTO 23 FEBBRAIO"

Giovedì 11 marzo il "Coordinamento Scuole Bresciane 23 febbraio" si è
riunito presso la Scuola Pascoli, i delegati presenti hanno dibattuto i seguenti argomenti: